– Martedì 10 MARZO 2026 – Anche Stefania D’Angelo (nell’immagine qui in alto e in quella successiva), direttrice e ricercatrice alcamese impegnata da anni nella salvaguardia ambientale, è tra le dodici donne insignite dello speciale riconoscimento mondiale che, annualmente, viene conferito dal Segretariato della Convenzione di Ramsar sulle zone umide. Al riguardo, il tema di quest’anno per la Giornata internazionale della donna è “Dare per guadagnare”. La Convenzione internazionale fu siglata nel 1971 a Ramsar, in Iran, territorio attualmente al centro della funesta crisi internazionale che si ripercuote, tragicamente, anche sugli equilibri dell’ecosistema.
“Donne promotrici del cambiamento nel mondo delle zone umide”, è infatti il titolo del riconoscimento assegnato alle dodici donne di vari Paesi (tra queste, Stefania D’Angelo è l’unica italiana), in quanto “stanno guidando con coraggio un cambiamento positivo attraverso il loro impegno attivo nella conservazione, nell’uso razionale e nel ripristino delle zone umide – è infatti la motivazione -. Tutte esemplificano la mentalità di reciprocità riflessa nel tema di quest’anno: donare per ottenere. Il loro lavoro in ambito scientifico, politico, di advocacy e di conservazione dal basso accelera il progresso, amplifica l’impatto ambientale e contribuisce all’equità di genere”. Lanciata nel 2024, l’iniziativa Women Changemakers in the World of Wetlands mira a riconoscere e documentare il contributo e i risultati delle donne, comprese le donne giovani e indigene a tutti i livelli della società. Quest’anno, il premio è per la terza coorte.

La tartaruga palustre siciliana è un tema ricorrente nella vita di Stefania D’Angelo, riconosciuta per il suo significativo contributo come direttrice dell’Oasi Laghi di Preola e Gorghi Tondi (Riserva naturale situata nei pressi di Mazara del Vallo) del WWF Italia, dimora della tartaruga palustre siciliana. Il suo approccio “Dare per Guadagnare” ha contribuito a creare un rapporto di grande valore tra l’oasi e la comunità locale.
Proprio la tartaruga è stata l’argomento della tesi di laurea della ricercatrice alcamese. Le ha catturato il cuore durante la sua visita in Camargue, in Francia. E si è ripromessa di fare tutto il possibile per aiutare la popolazione di tartarughe attraverso il suo lavoro di conservazione.






















