– ALCAMO, venerdì 29 AGOSTO 2025 – Anche il Comune di Alcamo ha avanzato la propria candidatura al bando “Città del Vino 2026”, indetto dall’Associazione nazionale Città del Vino. “Siamo orgogliosi – dichiara il sindaco Domenico Surdi – di aver partecipato al bando, candidando il Comune di Alcamo che è socio dell’Associazione. Abbiamo lavorato per una proposta progettuale condivisa con alcuni comuni viciniori, con enti e associazioni del settore ed abbiamo presentato un dossier in grado di rispondere ai fabbisogni e alle aspettative delle organizzazioni pubbliche e private del territorio”.
“Un dossier articolato – continua Surdi – con eventi, iniziative e progetti che mettano al centro creatività, innovazione, sostenibilità, tutela ambientale, coinvolgimento della filiera vitivinicola locale (aziende, consorzi, Strade del Vino eccetera) e degli altri attori dell’enogastronomia e dell’enoturismo. Abbiamo l’ambizione – conclude il sindaco – che Alcamo, che vanta una cultura enologica di grande prestigio con il suo Bianco Alcamo e che è sede dell’Enoteca regionale Sicilia occidentale nel Castello dei conti di Modica, possa diventare Città italiana del vino 2026, valorizzando tradizioni, paesaggio, architettura e storia locali con una visione proiettata allo sviluppo sostenibile e a vantaggio dell’economia e del turismo”.
Al di là delle entusiastiche dichiarazioni di buoni propositi, da parte degli amministratori pubblici e, in generale, di chi sul piano politico ha il compito di farsi interprete concreto della comunità che rappresenta, devono comunque essere fatte delle attente riflessioni. Rimane chiaro che, per una candidatura di questo tipo, occorra fare i conti anche con le numerose problematiche che investono il territorio e che rendono molto variegate le sfaccettature con cui si presenta la tematica inerente lo sviluppo del settore vitivinicolo. Ne devono essere valutate, ovviamente, anche criticità e carenze, tuttora piuttosto evidenti, che affliggono questo delicato ambito socioeconomico. E senza trascurare le condizioni attuali di gran parte della viabilità rurale, oltre che, in genere, di numerose strade urbane ed extraurbane, che hanno bisogno di radicali interventi di messa in sicurezza oltre che di manutenzione, per essere degnamente chiamate “Strade del Vino” in funzione della salvaguardia di chi le percorre e, quindi, anche di un’adeguata accoglienza turistica.
“Città italiana del Vino” 2026, anche Alcamo candidata






















