Da Alcamo (Sicilia) immagini, informazione, approfondimento

Vendemmia da dimenticare, la Cia Sicilia occidentale: “Chiediamo ristori per gli agricoltori”. Assemblea ad Alcamo il 20 ottobre

– ALCAMO, venerdì 16 OTTOBRE 2026 – L’appuntamento è indetto per martedì prossimo alle 17.30, nei locali dell’Enoteca regionale all’interno del Castello dei conti di Modica, situato nel centro storico alcamese. Si tratta di un’assemblea che la Cia (Confederazione italiana agricoltori) – Sicilia occidentale ha annunciato con un preciso obiettivo, che è quello di ottenere ristori in favore degli agricoltori che, in questo periodo, stanno subendo gravi ripercussioni economiche a seguito della scarsa produzione registratasi durante la scorsa vendemmia. Una crisi che parte da lontano, in considerazione delle già insufficienti rese degli anni passati. I rincari del carburante, oltre che dei concimi e dei fitofarmaci, hanno appesantito il fardello di spese da sostenere, a fronte di scarsi ricavi da parte di chi investe sul lavoro agricolo.

“I fondi regionali destinati al comparto vitivinicolo devono andare direttamente alle aziende agricole e ai viticoltori, non alle strutture sociali”, sostiene infatti la Cia – Agricoltori italiani Sicilia occidentale, che boccia l’emendamento alla variazione di bilancio presentato all’Assemblea regionale siciliana. La norma prevede infatti uno stanziamento di 19 milioni di euro destinato ad aumentare il capitale sociale delle cantine sociali. L’intervento previsto dalla Regione in favore del comparto agricolo prevede di erogare, in tutto, quasi 50 milioni di euro, ripartiti anche in favore della distillazione straordinaria (10 milioni) e a sostegno del comparto del grano (20 milioni).

Mediante il proprio presidente Matteo Paladino, Cia Sicilia occidentale spiega con queste parole il motivo della protesta: “Siamo di fronte all’ennesima beffa ai danni dei produttori. Dopo il mancato via libera del Ministero alla distillazione di crisi, le risorse rimaste inutilizzate dovevano servire per ristorare chi lavora la terra. Invece si sceglie di ricapitalizzare le cantine. Noi non siamo contro le strutture sociali, ne siamo parte integrante – puntualizza Paladino -, ma la priorità deve essere il viticoltore: senza agricoltori non esistono cantine”.

Cia Sicilia Occidentale, a seguito di un confronto diretto sul territorio che ha coinvolto oltre mille agricoltori, ha raccolto il forte malcontento della categoria. “I viticoltori – spiega Paladino – vengono da quattro anni consecutivi di gravissima crisi produttiva, segnati dalla siccità che ha dimezzato le rese fino al 50 per cento in diverse zone, dal calo dei prezzi delle uve e dai rincari eccezionali di carburante, concimi e fitofarmaci. Inoltre, nel recente passato – ricorda -, le cantine sociali hanno già beneficiato di consistenti aiuti pubblici sul caro energia e sull’abbattimento degli interessi passivi. La nostra organizzazione chiede quindi che, parallelamente a questo sostegno alle cantine, venga adottata una misura di pari impatto sotto forma di aiuto diretto a superficie in favore di tutti i viticoltori”.

Non si tratta, dunque, di una presa di posizione assoluta contro le cantine sociali, bensì nei confronti di un sistema di distribuzione degli aiuti economici che, secondo Cia Sicilia occidentale, dovrebbe essere riveduto e corretto con urgenza. Pertanto, l’organizzazione sindacale propone che il calcolo delle perdite produttive venga effettuato “prendendo come riferimento i disciplinari di produzione Igp (fino a 180 quintali per ettaro) e Doc (fino a 130 quintali per ettaro)”, un criterio che, secondo Cia, “evita di penalizzare le aziende con medie storiche alterate da quattro anni consecutivi di siccità e crollo delle rese”. In tal senso, “serve un intervento netto, di impatto e immediato nelle tasche di chi produce”, conclude Matteo Paladino. Nelle scorse settimane, anche la consigliera comunale alcamese Anna Lisa Guggino si è fatta interprete del problema, segnalato da numerosi agricoltori locali.

La tematica sarà dibattuta, quindi, martedì 20 ottobre ad Alcamo dove, non a caso, è stata scelta come sede per l’incontro l’Enoteca regionale della Sicilia occidentale, punto di riferimento per i lavoratori e produttori del settore, in una città storicamente nota per il suo vino.