– ALCAMO, domenica 6 SETTEMBRE 2026 – Un uomo alcamese di 67 anni, Stefano Palumbo, ha perso la vita in un incidente sul lavoro avvenuto questa mattina in contrada Quaranta Salme, una zona rurale al confine tra i territori delle province di Trapani e Palermo, più precisamente tra Alcamo, Camporeale e Grisì, frazione di Monreale. Secondo prime indiscrezioni, la vittima sarebbe rimasta incastrata tra gli ingranaggi di una macchina vendemmiatrice, che in quel momento era in azione per eseguire la raccolta dell’uva. Si registra anche un ferito, Massimo Lauria di 57 anni, trasportato d’urgenza mediante elisoccorso all’ospedale Civico a Palermo dove è tuttora ricoverato in prognosi riservata, essendo in gravi condizioni con vari traumi riportati, probabilmente, nel tentativo di salvare Palumbo dalla morsa mortale del macchinario.

I Carabinieri stanno ascoltando alcune persone per cercare di ricostruire con precisione l’accaduto. Le indagini sono condotte dai militari dell’Arma e dai tecnici dello Spresal dell’Asp.
Il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, come da prassi in questi casi, è chiamato a fare piena luce sulle cause di questo funesto episodio.
Si diffonde, intanto, anche un comunicato da parte dei sindacati Flai Cgil e Uila Uil Trapani, i cui rispettivi segretari Giovanni Di Dia e Leonardo Falco, infatti, dichiarano: “Esprimiamo il nostro profondo cordoglio e la vicinanza alle famiglie coinvolte, ma al contempo proviamo una forte rabbia: non è accettabile morire di lavoro, né che il periodo della vendemmia, momento di sforzo e raccolta per il nostro territorio, si trasformi nell’ennesimo bollettino di guerra. Sulle dinamiche dell’incidente faranno chiarezza gli organi inquirenti – proseguono -, i Carabinieri e i tecnici dello Spresal dell’Asp, nei quali riponiamo piena fiducia. Ma dal punto di vista sociale e sindacale non possiamo tacere. Non si tratta di tragiche fatalità o di semplici numeri, ma di persone, di padri di famiglia che escono di casa per guadagnarsi da vivere e non vi fanno più ritorno”. I due sindacalisti evidenziano: “Il settore agricolo, specialmente nelle fasi ad alta intensità di lavoro come la vendemmia, presenta rischi elevatissimi legati all’uso di macchinari complessi e a ritmi spesso estenuanti”. Di Dia e Falco indicano la necessità di “interventi straordinari e un impegno corale delle istituzioni e delle parti datoriali: la sicurezza non può e non deve essere considerata un costo – concludono -, ma un investimento primario ed inderogabile per la dignità umana e la tutela della vita”.
Già di per sé, la vendemmia 2026 sta facendo registrare, in particolare ad Alcamo e dintorni, raccolti molto modesti. Il persistente gran caldo ha condizionato drasticamente in negativo la produzione, di fatto azzeratasi in alcune zone del territorio, confermando gli effetti dannosi della crisi climatica in atto. Una situazione già prevista, pur prospettando, almeno in parte, soddisfacenti livelli qualitativi. L’incidente mortale di oggi mette un ulteriore, pesante e doloroso punto esclamativo sulle difficili condizioni in cui il comparto agricolo cerca di sopravvivere, tra mille difficoltà e pericoli.





































