– ALCAMO, martedì 19 MAGGIO 2026 – Non figura, nella graduatoria regionale delle istanze finanziabili, il progetto del Comune di Alcamo per il rilancio del polo produttivo di contrada Sasi. E l’amministrazione comunale, difatti, già nei giorni scorsi ha pertanto scelto di correre ai ripari, tentando di giocare un’altra carta disponibile: quella della partecipazione a un altro bando per cercare un eventuale finanziamento statale. Non mancano, nel frattempo, le polemiche. “L’ennesima occasione mancata per un territorio che da anni attende interventi concreti a sostegno delle imprese artigiane”, commenta infatti Giovanni Marchese (nell’immagine qui in alto), nel ruolo di presidente del settore Produzione di Cna Trapani, dopo aver preso visione della graduatoria definitiva delle istanze finanziabili relative all’avviso della Regione siciliana, che riguarda gli interventi di riqualificazione, potenziamento ed efficientamento delle aree artigianali. Marchese conosce bene la realtà di contrada Sasi, in quanto è al vertice di una nota azienda operativa proprio in quella zona.
“Il progetto di riqualificazione dell’area – dichiara Marchese – non è presente né nella graduatoria provvisoria stilata dagli uffici della Regione, né in quella definitiva. Questo ci fa evincere che la domanda non sia andata effettivamente in porto, e ci induce a interrogarci sulla corretta gestione dell’iter amministrativo da parte degli uffici comunali, chiamati a seguire con la massima attenzione una procedura di così rilevante importanza per la città e per il suo tessuto produttivo. Secondo quanto riportato dalla stampa – prosegue l’esponente provinciale della Confederazione nazionale artigianato -, la Regione aveva già pubblicato il 24 aprile gli esiti di ricevibilità, senza che dal Comune risultassero osservazioni o rilievi entro i termini previsti. A questo si aggiunge l’assenza della ricevuta di consegna della Pec, che avrebbe potuto rappresentare un elemento decisivo nella fase istruttoria. Può sembrare un dettaglio tecnico, ma è proprio su aspetti come questo – sostiene – che si può decidere la perdita o l’ottenimento di 1 milione e mezzo di euro”.
Marchese tiene a puntualizzare che “era stata proprio la Cna Trapani a segnalare il bando sollecitando il Comune a presentare l’istanza, così come ha fatto con altri Comuni del Trapanese le cui domande risultano ammesse”. Pertanto, con non poca amarezza, conclude: “Riteniamo inaccettabile che un settore già fragile come quello artigiano debba pagare le conseguenze di ritardi, disattenzioni o errori procedurali. Le imprese artigiane rappresentano una parte essenziale dell’economia alcamese. Meritano attenzione, competenza e una gestione amministrativa capace di cogliere ogni opportunità, non di perderla. Per questo chiediamo chiarezza, e continueremo a vigilare, a segnalare le criticità e a proporre soluzioni, restando come sempre al fianco degli artigiani e dello sviluppo del territorio”.
Criticità, quelle citate dalla Cna, che s’inseriscono anche nel quadro delle attuali contestazioni relative all’iter di revisione del Piano regolatore generale del Comune di Alcamo.






















