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Alcamo, Muschio Ribelle: “Canalotto ancora nero, chiediamo un sistema di monitoraggio permanente. Basta scarichi!”

– ALCAMO, giovedì 5 NOVEMBRE 2026 – Non si ferma, l’attività di monitoraggio che “Muschio Ribelle”, gruppo locale di attivisti volontari in difesa dell’ambiente, ha avviato anche per quanto riguarda i fenomeni d’inquinamento del torrente Canalotto. In particolare, rimane al centro dell’attenzione il depuratore comunale, dove, secondo quanto asserito e documentato dagli attivisti, andrebbe individuata l’origine del grave problema.

“Domenica scorsa nel primo pomeriggio, il torrente, all’altezza di Alcamo Marina, si presentava di colore nero – fa sapere Muschio Ribelle, pubblicando la serie di immagini qui riportate -. Ci siamo quindi recati al depuratore, dove abbiamo visto che, ancora una volta, dal tubo che attraversa il muro dell’impianto fuoriuscivano reflui scuri, maleodoranti e molto schiumosi. Abbiamo richiesto nuovamente l’intervento della Polizia municipale – prosegue -, che ha constatato e verbalizzato quanto stava accadendo, intervenendo mentre lo sversamento era in corso”. Una precedente segnalazione, da parte del gruppo ecologista, era stata effettuata quasi un mese fa. Aveva risposto l’assessore comunale Vittorio Ferro, confermando che il Comune di Alcamo sta cercando di capire meglio la situazione e, soprattutto, di adottare misure per migliorare la funzionalità del depuratore.

I primi giorni di questo mese di novembre, occorre ricordarlo, sono stati caratterizzati da abbondanti piogge anche ad Alcamo. In ogni caso, la più recente giornata di maggiore maltempo e più piovosa è stata quella del 2 novembre. Ma si tratterebbe di considerazioni soltanto relative, in una complessiva ottica di verifica dei liquami trasportati lungo il torrente Canalotto, perché analoghe, frequenti segnalazioni si erano registrate già nei mesi scorsi anche in periodi di siccità.

La petizione degli attivisti: “Il torrente non è una fogna. Basta scarichi!”

“Noi di Muschio Ribelle ci stiamo impegnando – ripete il gruppo di volontari ambientalisti – per monitorare il torrente e abbiamo già osservato che ci sono dei giorni della settimana in cui il fenomeno sembra presentarsi in modo puntuale e sistematico. Chiediamo ancora una volta che questi sversamenti finiscano una volta per tutte”. A tal proposito, Muschio Ribelle ha lanciato una petizione online, nella quale, tra l’altro, si riassumono anche le vicende giudiziarie che, negli anni passati, hanno riguardato proprio la gestione del depuratore di contrada Valle Nuccio. Sono oltre seicento, finora, le firme raccolte per la petizione.

“Con questa iniziativa chiediamo al Comune di Alcamo – spiega infatti il gruppo – di adottare un sistema di monitoraggio fisico-chimico e batteriologico delle acque del torrente (da posizionare all’uscita del depuratore, a monte e a valle di esso fino ad Alcamo Marina), che permetta a chiunque lo voglia consultare di rilevare eventuali variazioni dalla normalità del torrente in tempo reale. Tale sistema è stato adottato da vari Comuni e riteniamo che sia il momento per Alcamo di dotarsene al fine di proteggere in maniera permanente l’acqua del nostro torrente e mare”.

Progetto “Acqua d’aMare”, domani la presentazione dei risultati

Le interviste effettuate in occasione dell’evento di lancio del progetto “Acqua d’aMare”, nel gennaio dello scorso anno. Domani al Centro congressi Marconi saranno presentati i risultati dell’attività svolta. Una conferenza nel cui dibattito, inevitabilmente, dovrà essere inserita la trattazione delle fondamentali tematiche inerenti l’inquinamento dei corsi d’acqua e del mare in cui sfociano

Domani mattina con inizio alle 9.15, intanto, si prevede al Centro congressi Marconi un incontro pubblico per presentare i risultati del progetto “Acqua d’aMare”, promosso quasi due anni fa e portato avanti, mediante un bando, dal Gal Pesca “Golfi di Castellammare e Carini”. L’iniziativa, sviluppata con FareAmbiente, Arpa Sicilia e con il coinvolgimento di istituti scolastici del territorio, insieme con la Lega Navale Italiana, rappresenta un progetto di sensibilizzazione e di promozione della tutela ambientale e delle risorse.

In particolare l’area del Golfo di Castellammare e, più nello specifico, quella compresa tra il territorio castellammarese e quello alcamese, risente soprattutto della perdurante assenza di un impianto di depurazione comunale a Castellammare, il cui iter progettuale peraltro è andato avanti in questi anni ma, di fatto, deve ancora tradursi in fatti concreti. L’inquinamento del torrente Canalotto che sfocia ad Alcamo Marina e la cronica mancanza di fognature nella località costiera stessa, indubbiamente, contribuiscono ad alimentare questioni relative alle condizioni di salute dell’ecosistema nella zona.