Da Alcamo (Sicilia) immagini, informazione, approfondimento

Sciopero generale, si scalda la protesta anche ad Alcamo: “Stop al carovita e all’economia di guerra”. Annunciato un corteo cittadino per domani

– ALCAMO, giovedì 29 OTTOBRE 2026 – Anche ad Alcamo, manifestanti con in prima linea l’Usb (Unione sindacale di base) e gli attivisti di “Muschio Ribelle” assieme a gruppi studenteschi, si stanno organizzando per realizzare un corteo cittadino, domani mattina, aderendo in tal modo allo sciopero generale indetto, appunto, per il 30 ottobre. I promotori dell’evento contano sulla “partecipazione attiva delle studentesse e degli studenti di tutte le scuole superiori”, come spiegano infatti, indicando la finalità del corteo: “Gridare con una sola voce che non siamo disposti a pagare i costi del carovita e dell’economia di guerra”. L’appuntamento indicato dagli organizzatori è per domani alle 8.30, in via Salvo D’Acquisto nel quartiere Maria Ausiliatrice, con l’intento di coinvolgere la cittadinanza, invitando innanzitutto il popolo studentesco, i lavoratori, le famiglie (nell’immagine qui in alto, la locandina diffusa in queste ore dagli attivisti).

E, nel frattempo, il Comune ha pubblicato una propria ordinanza per stabilire il temporaneo divieto di circolazione veicolare lungo le strade e piazze che saranno percorse dai manifestanti: via Vito La Rocca, via Padre Pino Puglisi, piazza Vittime di Nassiriya, viale Italia, piazza Pittore Renda (lato est) e corso VI Aprile fino all’arrivo del corteo in piazza Ciullo.

Il corteo del 22 settembre 2025 ad Alcamo, nell’ambito dello sciopero per la Palestina

Ad Alcamo, risale al 22 settembre dello scorso anno il più recente corteo cittadino per manifestare su tematiche di interesse mondiale e, in particolare, sulla difesa di diritti umani e civili. La manifestazione di allora era stata incentrata sulla solidarietà al popolo palestinese: un momento di riflessione collettiva sui drammatici scenari di guerra e di orrore, a poche migliaia di chilometri dalla Sicilia, e che tuttora condizionano la diplomazia e l’economia del globo.

Il corteo in programma domani riguarda problemi che toccano in modo nettamente più diretto e immediato gli interessi quotidiani di chi, anche nel territorio siciliano, proprio in queste settimane ha già potuto sperimentare gli effetti del blocco degli autotrasporti, nell’ambito delle iniziative di contestazione contro gli aumenti dei costi del carburante. I nodi vengono al pettine anche per i numerosi pendolari che, ogni giorno, affrontano spese per pagare i servizi di trasporto pubblico.

L’ondata di protesta internazionale, che ha assunto forme anche molto violente, contro il carovita e, di conseguenza, la sollecitazione rivolta ai vertici politici, affinché si adottino misure che ammorbidiscano l’attuale crisi sono temi caldi e che, pertanto, rimangono di stringente attualità.

Gli organizzatori del corteo di domani dichiarano: “Il prezzo dei carburanti schizza in alto, fare la spesa pesa ogni giorno di più sui bilanci familiari, gli abbonamenti dei pullman sono cari e i trasporti pubblici insufficienti. Mentre si dice che “non ci sono soldi” per le nostre scuole che cadono a pezzi, per la sanità pubblica o per garantire trasporti gratuiti agli studenti pendolari, lo Stato stanzia miliardi di euro per la corsa al riarmo e le spese belliche. Di fronte alla rabbia di chi non si rassegna – proseguono elencando, nel dettaglio, i motivi della contestazione -, si risponde con la militarizzazione dei territori e con tentativi di intimidazione a scuola per mettere il bavaglio a chi si organizza e protesta”.

In sintesi, i manifestanti intenzionati a sfilare domani ad Alcamo munendosi di striscioni e cartelloni chiedono, innanzitutto, lo “stop al carovita e al caro carburanti: pretendiamo interventi immediati – affermano – sui beni di prima necessità, il taglio delle accise sulla benzina e sul gasolio, l’azzeramento dell’Iva sugli alimentari e il blocco dei rincari energetici. Vivere e muoversi non è un lusso”. Tra le richieste degli scioperanti, i “fondi alla scuola, alla sanità e ai trasporti, non alla guerra: blocco immediato dei piani di riarmo. I soldi pubblici devono andare al diritto allo studio – sostengono -, alla messa in sicurezza delle scuole, ai servizi sanitari di prossimità e ai trasporti gratuiti per gli studenti”.

La funzione del corteo, come annunciano inoltre, è quella di amplificare una serie di messaggi in tema di pacifismo e di democrazia, dicendo “stop alla militarizzazione e alla criminalizzazione del dissenso: fuori la guerra dalle scuole, dalle università e dai territori. Rifiutiamo qualsiasi logica punitiva – evidenziano – o sanzionatoria verso chi difende i propri diritti. Rifiutiamo la trasformazione della Sicilia in una piattaforma logistica di guerra. Vogliamo un territorio di convergenza, diritti e giustizia sociale”, concludono.