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Nave metaniera russa colpita da droni e incendiata tra Malta e Sicilia, si attendono ancora conferme su un’eventuale emergenza ambientale

– Mercoledì 4 MARZO 2026 – Non è soltanto un cimitero di migranti dispersi in mare, il Canale di Sicilia. Nel pieno della crisi internazionale attuale, la fetta di Mar Mediterraneo compresa tra le coste siciliane meridionali, l’isola di Malta e il Nordafrica, in queste ore è stata teatro di un bombardamento mediante droni che hanno, infatti, colpito una nave metaniera russa. Il servizio pubblicato sul sito del Tg La7 ci mostra le immagini (qui in alto un frame) della suddetta nave cisterna per il trasporto di gas, la Arctic Metagaz, centrata all’alba di ieri da un attacco con droni in acque internazionali, a circa 60 miglia dalle coste della Sicilia, tra Malta e la Libia. Anche altre testate giornalistiche hanno pubblicato la notizia, ma mancano ancora necessari approfondimenti che chiariscano anche le conseguenze ambientali di quanto avvenuto.

L’imbarcazione, partita da Murmansk il 24 febbraio e sottoposta a sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito, trasportava gas naturale liquefatto. Secondo quanto riferito dal ministero dei Trasporti russo, l’attacco sarebbe stato condotto da droni navali ucraini partiti dalla Libia. Ma questo è ancora da verificare, anche perché l’attacco non è stato rivendicato. Senonché, a seguito dell’esplosione, che ha provocato un vasto incendio e la distruzione della nave, è stato lanciato un Sos raccolto dalle autorità maltesi. L’equipaggio, composto da trenta persone tutte di nazionalità russa, risulta in salvo essendo stato soccorso mediante il coordinamento dei servizi di salvataggio maltesi e russi.

Adesso, al di là delle responsabilità dell’accaduto, un punto cruciale da chiarire è il livello di inquinamento ambientale provocato dalla dispersione del gas in mare, a seguito del bombardamento ai danni della metaniera. Sarebbe un fattore gravissimo, in termini di impatto sull’ecosistema marino, che interesserebbe anche la poco distante Sicilia. Ma su cui, inspiegabilmente, al momento non trapelano sufficienti notizie a beneficio di una corretta e tempestiva informazione circa il livello di contaminazione del mare a causa di quest’ultimo disastro.