– ALCAMO, domenica 28 DICEMBRE 2025 – “Tetelestai”, termine greco che nel Nuovo Testamento sta a significare l’ultima frase pronunciata da Gesù sulla croce, “Tutto è compiuto”, ha offerto alla parrocchia Santa Maria di Gesù lo spunto per realizzare, quest’anno in occasione del Natale, una rappresentazione che ricalca soltanto in parte il consueto presepe vivente. I visitatori sono introdotti nel villaggio di Nain, riprodotto nei campetti parrocchiali, per poi essere accompagnati ad assistere ad alcune scene che fanno riflettere sulle tentazioni del mondo e sull’azione salvifica di Gesù.
Un intreccio di significati profondi: dalla resurrezione di Lazzaro all’inquietante quadro vivente interpretato da un gruppo di ragazze che recitano la parte delle invasate, ingabbiate e incatenate dalle dipendenze e da svariate forme di schiavitù tipiche della contemporaneità. Si passa, quindi, alle ultime due delle complessive sette scene, rispettivamente in chiesa e nel chiostro del convento dei frati minori francescani. Un finale nel quale si traccia, netta, la linea tra il mistero dell’Incarnazione e quello della Resurrezione.
“Come ogni anno, abbiamo pensato questo momento di condivisione e di annuncio. Una contemplazione sul mistero del Natale”, afferma il parroco fra’ Tindaro Faranda. Circa centocinquanta persone, più alcuni animali, sono state coinvolte nell’intero lavoro di preparazione, a partire dal mese di agosto scorso. Una sessantina i figuranti nella rappresentazione, che sarà visitabile anche domenica 4 e lunedì 5 gennaio, dalle 19 alle 21.30. Per la prevendita dei biglietti d’ingresso, occorre rivolgersi alla parrocchia.
In quest’intervista effettuata ieri sera, i parrocchiani ci parlano anche delle iniziative benefiche che si stanno portando avanti in Tanzania, grazie alla realizzazione della “Casa della Gioia”, gestita da suor Barbarina.
Il servizio video
Alcamo, la “Contemplazione del Natale” nella parrocchia Santa Maria. Molto più che un tradizionale presepe vivente






















