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Ad Alcamo una via da intitolare a Rosario Livatino, la giunta approva la delibera e attende il sì della Prefettura

– ALCAMO, martedì 24 MARZO 2026 – Procede l’iter del Comune di Alcamo, con l’avvenuta approvazione da parte della giunta e la contestuale richiesta al Prefetto di Trapani per ottenere il nulla osta, di intitolare al giudice Rosario Angelo Livatino, ucciso dalla criminalità organizzata nel 1990, una strada che collega la via Gammara con la strada provinciale 55. Si tratta di un’arteria viaria tutt’altro che secondaria, seppur di limitata larghezza (a sinistra nell’immagine qui in alto), essendo parecchio transitata e che attraversa una zona densamente popolata, oltre che sede di attività aziendali, nella periferia nord di Alcamo. La proposta d’intitolazione è stata deliberata ieri dalla giunta comunale, dando seguito a una mozione consiliare che era stata approvata nel gennaio dello scorso anno, promossa dai consiglieri comunali Laura Barone Laura, Maria Elena De Luca, Baldo Mancuso, Cristina Cammarata, Leonardo Maniscalchi, Dalila Pirrone Dalila, Miriam Avila, Francesco Crimi e Cenzio Fascella.

Rosario Livatino, nato a Canicattì il 3 ottobre 1952 e assassinato il 21 settembre 1990 mentre percorreva in auto la strada statale 640 nei pressi di Agrigento, è stato beatificato da papa Francesco il 9 maggio 2021.

Rosario Livatino

Ad Alcamo, l’intitolazione a Livatino, come spiega l’amministrazione del sindaco Domenico Surdi, si pone con la finalità di “mettere in risalto la sua impronta come magistrato, come uomo, cittadino e credente”, ricordando che il celebre giudice, noto per essersi occupato con rigore di numerose indagini antimafia, “nei suoi scritti ha sempre sentito la grande responsabilità del potere che ha un magistrato, il potere di cambiare la società applicando le leggi”. In particolare, “il suo esempio di povertà di cuore e umile mitezza – è inoltre citato nel testo della delibera appena approvata -, il suo senso altissimo della giustizia fino al dono della vita, la sua testimonianza di sobrietà e integrità risplendono più che mai come faro per tutti i cristiani e le chiese di Sicilia, per tutti gli uomini e le donne di buona volontà che con cuore aperto si impegnano ogni giorno per un futuro di bene”.