– Lunedì 22 SETTEMBRE 2025 – Realizzare due termovalorizzatori in Sicilia. Con quest’obiettivo, la presidenza della Regione oggi ha effettuato un ulteriore passo, con la firma, avvenuta infatti in mattinata a Palazzo d’Orléans, dell’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura relativi alla progettazione di fattibilità tecnico-economica dei due impianti che s’intende costruire a Palermo e a Catania.
L’affidamento (nell’immagine qui in alto un momento della conferenza) è stato sottoscritto, oltre che dal presidente della Regione Renato Schifani, dal dirigente ad interim dell’Ufficio speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti Salvo Cocina, dai rappresentanti delle aziende del raggruppamento temporaneo di imprese che si è aggiudicato la gara gestita da Invitalia: Franco Stivali, amministratore delegato di Crew Srl (mandataria, società del gruppo Fs) e Lamberto Cremonesi, founder di Crew, oltre a quelli di Systra Spa (già Sws Engineering Spa), Martino Associati Grosseto Srl, E.Co. Srl, Utres Ambiente Srl, l’ingegnere Corrado Pecora e Ibi Studio Srl. Tra gli intervenuti anche Corrado Clini, consulente per il piano rifiuti della Regione.
I due impianti, come spiega la Regione, sorgeranno a Bellolampo, a Palermo, e nell’area industriale di Catania, siti già individuati dal Piano regionale dei rifiuti. Il primo servirà in totale 2,31 milioni di abitanti delle province di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta. Il secondo termovalorizzatore 2,53 milioni di abitanti delle province di Catania, Messina, Enna, Ragusa e Siracusa. La capacità di trattamento di ciascun termovalorizzatore sarà di 300 mila tonnellate annue di “combustibile solido secondario Css”. La potenza elettrica installata di 50 megawatt elettrici con un’energia ceduta in rete di circa 200 mila megawatt orari.
“Oggi – afferma Schifani anche nel ruolo di commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti – raggiungiamo uno degli obiettivi intermedi che ci porterà alla realizzazione dei termovalorizzatori. È un risultato importante: abbiamo lavorato tanto, abbiamo individuato le somme, 800 milioni che intendiamo incrementare con altri fondi del Fsc per ulteriori opere accessorie. Abbiamo individuato le aree e anche adottato il piano rifiuti, che sta alla base di tutto. Abbiamo sottoscritto un accordo con l’Autorità nazionale anticorruzione con la quale ci confrontiamo continuamente su tutte le procedure. E soprattutto – aggiunge – stiamo rispettando il cronoprogramma”.
Il presidente della Regione tiene, inoltre, ad evidenziare l’importanza di questa progettazione nell’ambito di “un piano di smaltimento rifiuti efficiente, anche in considerazione del fatto – prosegue – che spendiamo 100 milioni di euro all’anno per trasportare i rifiuti all’estero. Una spesa inaccettabile perché queste risorse potrebbero essere impiegate per lo sviluppo della Sicilia”.
“I termovalorizzatori – spiega Cocina – sono un tassello di tutta la gestione del ciclo dei rifiuti. Sono, infatti, una parte del piano che è stato recentemente adottato dal governo e che si pone l’obiettivo di risolvere il problema in modo organico e in maniera definitiva. La gestione pubblica degli impianti, inoltre, permetterà di avere costi ridotti, anche perché una parte di energia servirà per il loro funzionamento, mentre la quota restante verrà immessa nella rete”.
I servizi affidati oggi, come fa sapere la Regione, hanno un valore di quasi 22 milioni di euro e riguardano la progettazione di fattibilità tecnico-economica, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, la redazione della relazione geologica e del piano economico-finanziario di massima. Il raggruppamento guidato dalla Crew Srl ha ottenuto un punteggio complessivo pari a 79,475, per un corrispettivo di 14,117 milioni di euro, oltre Iva e oneri di legge. L’aggiudicazione prevede anche l’opzione di affidamento dei servizi di direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, per un importo aggiuntivo stimato di 22,4 milioni, al lordo del ribasso.
A partire da oggi, come previsto in base al cronoprogramma, il raggruppamento di imprese ha 150 giorni (cinque mesi) per la redazione dei progetti comprensivi delle indagini geologiche. Serviranno poi altri quattro mesi circa per i pareri da parte della Cts, per il decreto assessoriale per la valutazione di impatto ambientale (Via) e per il provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur). E ancora cinque mesi per l’espletamento e l’aggiudicazione della gara per la progettazione esecutiva, compresi i tempi per le varie approvazioni e per l’occupazione dei terreni. L’inizio dei lavori è previsto per gennaio 2027 e a giugno 2028 la loro conclusione.
Le risorse complessive destinate alla realizzazione dei due impianti provengono dall’Accordo per la coesione, siglato a maggio 2024 tra il presidente della Regione Schifani e il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, e ammontano a 800 milioni di euro.
Inoltre, come infine viene reso noto dalla Regione, i termovalorizzatori saranno integrati in un sistema di raccolta e trattamento di rifiuti secondo il piano regionale di gestione che prevede, per la chiusura del ciclo, il 65% di recupero di materia entro il 2030, il conferimento massimo in discarica del 10% entro lo stesso anno, 16 impianti pubblici di selezione, recupero e raffinazione di materia, 31 impianti di compostaggio e 24 biodigestori.






















