– Venerdì 10 APRILE 2026 – Una delegazione dei Comuni di Alcamo e di Calatafimi Segesta, nei giorni scorsi, si è recata ad Hammamet in Tunisia per lanciare il progetto “Eco-Villes – Enti locali in rete per la Sostenibilità e la Resilienza urbana in Tunisia”. L’iniziativa rientra nel partenariato che, da alcuni anni, Italia e Tunisia stanno portando avanti in chiave di cooperazione internazionale, con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali, rispettivamente, alcamese e calatafimese. Al riguardo, il Comune di Alcamo lo scorso anno ha ottenuto un finanziamento di oltre 2 milioni di euro per attuare tale progetto, la cui durata è triennale, in Tunisia dove si prevede, infatti, la realizzazione di un impianto fotovoltaico per una palestra dedicata allo sport femminile, un impianto di compostaggio nella zona del mercato ortofrutticolo all’ingrosso, pannelli solari per la prima scuola materna di Sousse.
Nell’immagine qui in alto, la delegazione con l’ambasciatore italiano a Tunisi, Alessandro Prunas. Per il Comune di Calatafimi Segesta, ha partecipato il sindaco Francesco Gruppuso




Finanziato dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (MAECI) tramite l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), il progetto rappresenta “un’occasione di collaborazione tra territori delle due sponde del Mediterraneo, con l’obiettivo di rafforzare le capacità amministrative locali e promuovere modelli innovativi nella gestione dell’ambiente e dell’energia”, come spiega il Comune di Alcamo che, per l’Italia, è il capofila affiancato, nel ruolo di partner, dal Comune di Calatafimi Segesta, oltre che dall’Istituto per la Cooperazione universitaria – ICU, ong internazionale con oltre quindici anni di presenza in Tunisia, e da Sarco, impresa attiva nei servizi ambientali nella raccolta differenziata.
In Tunisia, partecipano i Comuni di Nabeul, di Sousse e di Akouda, il Centro di Ricerca e Tecnologie sull’Energia (CRTEn) di Borj Cedria, le organizzazioni della società civile Sousse Propre e ETE+, attive nella tutela ambientale e nei programmi di cittadinanza attiva.
Dal 31 marzo al 2 aprile si sono svolti l’evento di lancio e la prima riunione del Comitato di pilotaggio del progetto, ad Hammamet, oltre a numerosi incontri con le municipalità partner e visite nei luoghi di realizzazione delle infrastrutture di progetto, alla presenza, per il Comune di Alcamo, del vicesindaco Alberto Donato e dell’assessore ai servizi ambientali Valeria Pipitone, accompagnati dai funzionari Agata Scandariato e Bernardo Di Gregorio.
Ad Akouda, all’interno dello stadio esistente si prevede di realizzare un impianto fotovoltaico per i fabbisogni energetici della struttura. Si tratta di uno stadio molto frequentato dalle scuole e dai centri di addestramento allo sport che, grazie a quest’impianto, potrà essere più adeguato alle esigenze dei fruitori. A Sousse, il progetto consiste nell’allestire un impianto fotovoltaico, sostituire vecchi corpi illuminanti, predisporre un impianto solare termico in una palestra e un campo sportivo dedicati principalmente allo sport femminile, che si trovano in una zona che necessita di importanti interventi di riqualificazione. La struttura comprende anche delle stanze dedicate ad attività culturali. Inoltre, nella zona del mercato ortofrutticolo all’ingrosso, si prevede la creazione di un impianto di compostaggio, utile alla comunità per il riutilizzo sostenibile delle risorse, mentre un impianto fotovoltaico verrà installato nella più antica scuola materna della comunità, per rendere la struttura sempre più autonoma dal punto di vista energetico.
Nel suo complesso, dunque, il progetto “Eco-Villes” intende promuovere uno sviluppo urbano e territoriale sostenibile e resiliente in Tunisia, attraverso il rafforzamento delle capacità amministrative locali e l’adozione di politiche innovative in ambiti strategici quali la gestione dei rifiuti solidi urbani, l’efficientamento energetico, l’utilizzo delle energie rinnovabili.

“Non si tratta di trasferire modelli – dichiara il vicesindaco Aberto Donato – ma di costruire insieme soluzioni efficaci, attraverso un dialogo continuo tra istituzioni, tecnici e comunità locali delle due sponde del Mediterraneo. Il nostro progetto si inserisce, a pieno titolo, nel quadro dei principi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, e, oggi, tutto questo assume un significato ancora più profondo perché nasce e si sviluppa tra partner italiani e tunisini, non solo spazi geografici, ma luoghi di scambio e crescita comune. Il nostro impegno, come Comune capofila – conclude Donato -, è quello di trasformare questo progetto in un laboratorio di buone pratiche replicabili: un esempio concreto di come la cooperazione internazionale possa contribuire non solo allo sviluppo dei territori partner, ma anche al rafforzamento delle nostre comunità locali”.






















