– ALCAMO, sabato 4 APRILE 2026 – Vive a New York dal 2006, Stefano Santoro, cresciuto ad Alcamo dove aveva già accumulato una lunga esperienza nel ruolo di operatore di ripresa al servizio dell’emittenza televisiva locale. Negli Stati Uniti d’America, attualmente opera nel settore delle produzioni video e dei contenuti multimediali. Da anni, Santoro conduce un approfondito lavoro di ricerca documentale sulla strage di Alcamo Marina nella quale furono uccisi, durante la notte tra il 26 e il 27 gennaio del 1976, i carabinieri Salvatore Falcetta e Carmine Apuzzo.
In queste settimane, è in pubblicazione il suo nuovo libro intitolato “Le Mani sul Silenzio”, dedicato proprio alla triste e misteriosa vicenda. Una strage rimasta senza responsabilità né un movente accertati. Tra colpi di scena giudiziari che, negli anni, si sono susseguiti e di cui si è ampiamente pubblicato, rimangono ancora tante domande senza risposte, come tiene ad evidenziare Santoro. Ai due militari vittime della strage, intanto, da alcuni anni è intitolata, tra l’altro, la sede dell’Associazione carabinieri di Long Island, a New York. Un chiaro segno che dimostra come, anche oltreoceano, il ricordo del sacrificio di Falcetta e Apuzzo rimanga tuttora vivo. Del resto, annualmente, ad Alcamo Marina si celebra l’anniversario dell’eccidio. Inoltre, ad Alcamo in via Rossotti è attivo un museo della locale Associazione Carabinieri, che custodisce anche alcuni cimeli e fotografie di Falcetta e Apuzzo.
Lo scorso 27 gennaio, in occasione del cinquantennale, la celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale Stella Maris è stata presieduta dal vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli, alla presenza anche dei familiari di Falcetta e di Apuzzo, oltre che di autorità civili e militari. La tradizionale cerimonia è proseguita raggiungendo, infine, la stele commemorativa dei due carabinieri Falcetta e Apuzzo, che si erge al centro del largo Virgo Fidelis adiacente alla via intitolata, da dieci anni, ai due militari assassinati. Alla base del monumento, come ogni anno, le autorità hanno deposto una corona d’alloro.
Nel primo mattino del 27 gennaio 1976, il diciannovenne Apuzzo, originario di Castellammare di Stabia, e il trentacinquenne Falcetta di Castelvetrano furono rinvenuti morti, crivellati di colpi d’arma da fuoco. Sarebbero stati sorpresi nel sonno da malviventi introdottisi, nottetempo, nello stabile della casermetta “Alkamar” dopo aver forzato la porta mediante l’utilizzo di una fiamma ossidrica.
Secondo la ricostruzione ufficiale dei fatti, la tragica scoperta avvenne l’indomani mattina, da parte degli uomini della scorta dell’allora segretario del Msi Giorgio Almirante. Il noto esponente politico, dopo aver trascorso una serata conviviale a Pizzolungo, in mattinata avrebbe dovuto raggiungere l’aeroporto di Punta Raisi (oggi “Falcone e Borsellino”) percorrendo la strada statale 187, il cui tratto comunale che attraversa Alcamo Marina, attualmente, è intitolato “via Carabinieri Falcetta e Apuzzo”.
Tuttora, si continua a proporre una serie di ipotesi anche alternative, circa le modalità in cui avvenne il duplice assassinio. Permane molta incertezza, su numerosi aspetti della vicenda. Le indagini sull’accaduto, a seguito dei noti stravolgimenti giudiziari avvenuti, al riguardo, in epoca più recente con revisioni processuali e assoluzioni, sono ancora aperte. E Stefano Santoro, come possiamo ascoltare in questo videocollegamento realizzato ieri, pone una serie di interrogativi. “Cosa fu davvero l’incursione nella casermetta – domanda l’autore del libro -? Un’azione degenerata? Un depistaggio? Perché – sostiene inoltre – alcune ricostruzioni cambiano nel tempo? E quale ruolo hanno avuto stampa, politica e opinione pubblica nella costruzione della verità ufficiale?”.
Il servizio video






















