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Terremoti nel basso Tirreno, quattro in poco più di mezz’ora nei pressi di Alicudi nel pomeriggio. Tre in dieci minuti: due di magnitudo 3.4 e 3.9. Poi un’altra scossa di 2.9

– Lunedì 9 FEBBRAIO 2026 – Tre eventi sismici, di cui uno ha sfiorato la magnitudo pari a quattro, sono stati registrati dall’Ingv oggi pomeriggio in appena una decina di minuti, precisamente il primo alle 14.40, il terzo e più forte alle 14.50, tutti localizzati a circa una ventina di chilometri a nord-ovest dell’isola di Alicudi. Di magnitudo 3.4 la prima scossa, a una profondità di 10 chilometri, seguita da una seconda, più lieve (2.7, con ipocentro a 11 chilometri) alle 14.44. Quindi, la terza, di magnitudo 3.9 e ad una profondità di 31 chilometri, come riporta l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La serie di scosse telluriche, nella stessa zona, è stata portata a quattro alle ore 15.23: magnitudo 2.9 e, anche in questo caso, profondità 31 chilometri.

Si tratta, ovviamente, di terremoti difficilmente avvertibili anche nell’area del Golfo di Castellammare e quindi anche ad Alcamo. Eppure occorre sottolineare, al riguardo, che il 7 febbraio 2025, poco più di anno fa, persino dal territorio alcamese fu percepito un sisma di magnitudo 4.8, nel contesto di una serie di analoghi eventi ravvicinati proprio nella zona di mare delle Eolie (più precisamente a sud-est della stessa Alicudi).

Quelli di oggi pomeriggio sono terremoti che si aggiungono a una serie di scosse avvenute, negli ultimi quindici giorni, con magnitudo massima 3.3 a fine gennaio e poi 3.2 circa una settimana fa, anche nei tratti di mare compresi tra San Vito Lo Capo, l’isola di Ustica e Palermo, uno sciame sismico allungato da un’ulteriore scossa il 6 febbraio, 43 minuti dopo la mezzanotte, di magnitudo 2.7 e con ipocentro stimato a 2 chilometri.

L’area tirrenica, come si sa bene, è tra le più predisposte a frequenti fenomeni di interesse sul piano sismico e vulcanologico, quindi non ci sarebbe di che stupirsi. Ma è sempre opportuno, per dovere di cronaca e senza alcun motivo di creare infondati allarmismi, monitorare e rendere noti al pubblico tali eventi, soprattutto se, in certi periodi, si verificano con maggiore frequenza e con valori relativamente significativi.

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