Da Alcamo (Sicilia) immagini, informazione, approfondimento

Abusivismo ad Alcamo Marina, il Comune appalta i lavori di demolizione

– ALCAMO, sabato 31 GENNAIO 2026 – Sarà la società Lutiviem srl di San Filippo del Mela (Messina) ad eseguire gli interventi di demolizione degli immobili abusivi sparsi nel territorio alcamese. Presto le ruspe, dunque, dovrebbero entrare in azione a cominciare da una quindicina di edifici situati ad Alcamo Marina. I lavori sono stati appaltati questa settimana, da parte del Comune, in base ad un accordo quadro della durata di quattro anni, per un costo di 1 milione 200 mila euro complessivi, e del quale già si era ampiamente pubblicato nei mesi scorsi, trattandosi infatti di un progetto che la giunta del sindaco Domenico Surdi ha approvato a novembre. Le procedure, al riguardo, sono portate avanti da una squadra di tecnici comunali, coordinati dall’architetto Roberto Di Simone.

La tematica rimane piuttosto complessa. Molte delle costruzioni di cui sono riscontrati abusi edilizi hanno già ottenuto la sanatoria, altre sono state e sono oggetto di controversie giudiziarie. “Sulla base dell’attività di repressione dell’abusivismo edilizio – riporta la relazione dell’accordo quadro – e previa ricognizione sullo stato degli immobili oggetto di ordinanza di demolizione e già acquisiti al patrimonio del Comune, è stato predisposto un elenco degli abusi edilizi maggiori, peraltro in corso di aggiornamento progressivo a seguito di ulteriori verifiche, accertamenti e sopralluoghi”.

In particolare ad Alcamo Marina, negli ultimi sessant’anni circa, è andata avanti una diffusa opera di edificazione selvaggia in cronica assenza di servizi pubblici fondamentali, quali una rete fognaria, e senza una pianificazione adeguata. La questione si fa ancor più complessa e, per certi versi, contradditoria dal momento in cui si considera che il crescente mercato immobiliare, in questi anni nella località balneare alcamese, si caratterizza per la ricerca, anche da parte di molti turisti e non soltanto in estate, di alloggi temporanei che siano il più possibile vicini alla spiaggia oppure in zona collinare da cui si possa godere in tutta la sua bellezza l’intero panorama del Golfo di Castellammare. E se, in precedenza, le polemiche si erano maggiormente indirizzate verso le modalità di cementificazione delle aree immediatamente prossime al litorale, in questi anni è emersa in tutta la propria urgenza la necessità di far fronte ad una serie di pericoli oggettivi, determinati dall’abusivismo in corrispondenza delle zone a più alto rischio di dissesto idrogeologico e di fenomeni alluvionali.


Condividi quest'articolo