– ALCAMO, giovedì 25 DICEMBRE 2025 – Nel giorno di Natale, una rattristante notizia. L’alcamese Francesco (detto anche Franco) Cassarà, poliedrico autore di opere realizzate lavorando in particolare il ferro e l’acciaio, si è spento all’età di 96 anni. Per avere un’idea della sua spiccata creatività, è possibile osservare la complessa opera meccanica in ferro da lui realizzata, alcuni anni fa, per rappresentare il grande “Equilibrio tra Uomo e Natura”. Così, infatti, preferiva che quest’opera venisse intitolata, per risolvere la dicotomia dell’alternativa intestazione “Caos e Armonia”. Dapprima, in occasione della Commemorazione dei defunti nel 2019, la espose in un’officina nei pressi del cimitero Spirito Santo: una grande ruota o, meglio, per usare le sue parole, “un’opera cinetica”. Ne aveva realizzata già una simile vent’anni prima. Collaborò anche con lo scultore Pietro Consagra per l’allestimento, a metà degli anni ’70 del secolo scorso, di opere artistiche a Gibellina Nuova per la ricostruzione a seguito del terremoto del 1968.
Conobbe molto bene il senatore e sindaco Ludovico Corrao, Franco Cassarà che tra l’altro è anche citato, per la sua attività di scultore al servizio della ricostruzione della Valle del Belice, nel libro scritto da Davide Camarrone “I Maestri di Gibellina”. Franco Cassarà era fratello di Mariano Cassarà, morto da oltre un ventennio e anche lui dotato di una vena artistica applicata nella realizzazione di sculture tra cui una in omaggio al celebre poeta Cielo d’Alcamo. Ma non soltanto. Un terzo fratello, Giuseppe, è ricordato come scrittore di poesie. Una famiglia di lavoratori che si fecero le ossa nel mondo agricolo e che trovarono anche i modi di sviluppare, mediante la manualità, ciascuno il proprio estro artistico.
L’opera cinetica di Franco Cassarà, del diametro di circa 2 metri e mezzo, fu così espressa, nei propri significati, da suo fratello Giuseppe: “Le forze che muovono quest’opera d’arte cinetica sono il moto e la gravità. L’opera principalmente si propone di rappresentare la Grandiosità, la Generosità, la Forza e la Bellezza della Natura. E la raffigura come una Grande Giostra. Mentre i tre cerchi centrali appesi alla massa rotante dell’opera, fermi per gravità ma in giro in cerca di coincidenze, scambi, contatti e intrighi, rappresentano l’inarrestabile e caotico progresso delle attività umane. L’uomo, odierno dominatore, volente o nolente, dovrà contenersi e uniformarsi alle supreme Leggi della Natura. Altre figure minori si muovono indicando intrecci e mescolanze di simboli maschili e femminili, che rappresentano: uno la coppia fissa, cioè la famiglia costituita necessaria a tramandare il nome e la stirpe, mentre altri rappresentano la vita umana nella sua complessità e, intrecciandosi liberamente nel Caos naturale della Terra, tramandano la specie e, pian piano, la unificano”.
Nel dicembre 2019, l’opera fu esposta anche al Centro congressi Marconi. Altre simili realizzazioni di Franco Cassarà sono poste in cima a una collina in contrada Valle Nuccio.






















