– ALCAMO, venerdì 12 DICEMBRE 2025 – Salita a quattordici la quantità di consiglieri comunali dichiaratisi incompatibili e, successivamente, venuto a mancare il numero legale, la seduta del massimo consesso civico svoltasi mercoledì si è rivelata cruciale per chiudere negativamente la sessione dei lavori sull’adozione della variante generale al Piano regolatore generale. I nodi al pettine, come spiegato dal presidente Saverio Messana, erano venuti già in occasione della prima seduta, svoltasi a tal proposito il 2 dicembre (nell’immagine qui in alto). Nella seconda, il numero legale è venuto a mancare in quanto, all’apertura della discussione generale, quattordici consiglieri comunali hanno dovuto abbandonare l’aula per incompatibilità dichiarata: quindi, impossibilitati, per legge, a partecipare ai lavori della seduta consiliare, fin dall’apertura della discussione.


“L’incompatibilità, prevista per legge in materia di pianificazione – dichiara l’assessore comunale alla pianificazione urbanistica -, risulta essere molto stringente e prevede l’obbligo di astensione da parte dei consiglieri comunali qualora questi abbiano un concreto interesse economico proprio o di parenti e affini “entro il quarto grado”, comprendendo quindi un ampio raggio d’azione che di fatto rende molto difficile – prosegue l’assessore – la votazione degli atti di pianificazione urbanistica nei comuni di piccole e medie dimensioni”.
“Con l’uscita dei consiglieri incompatibili, il quorum per proseguire i lavori si è abbassato a dieci, i quali non hanno manifestato ragioni di incompatibilità, tuttavia, solo sei consiglieri hanno presenziato alla seduta, mentre quattro sono risultati assenti, non permettendo in tal modo l’apertura dei lavori consiliari. Ci tengo a precisare – aggiunge Viviano – che la presenza in aula di dieci consiglieri avrebbe consentito di esaminare nel merito il Prg e di procedere alla votazione. A questo punto, la procedura prevede che vada inoltrata formale richiesta all’assessorato regionale territorio ed ambiente, al fine di richiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca al consesso civico impossibilitato ad operare”.
Progettista del Prg è Giuseppe Trombino, docente, ingegnere e architetto, mentre il relativo studio agricolo forestale è a cura dell’agronomo Antonino La Mantia e lo studio geologico redatto dal geologo Antonio Bambina. Nei giorni scorsi, sono emerse osservazioni e critiche, in riferimento all’eventuale approvazione del Piano, da parte dell’Ordine degli ingegneri di Trapani, mentre sul piano politico, la scorsa settimana, è insorto il direttivo comunale di Fratelli d’Italia chiedendo la sospensione dell’iter che dovrebbe portare, dopo quasi venticinque anni, all’aggiornamento del Piano regolatore generale. L’attuale Prg fu varato nel 2001 quand’era sindaco Massimo Ferrara.
L’assessore Viviano commenta, in definitiva, con queste parole: “Non nego un po’ di rammarico per non aver potuto discutere in consiglio una delibera così importante per la città, ma ritengo che, quasi tutti, tra amministratori e consiglieri, hanno cercato di fare il possibile al fine di permettere un esame consiliare aperto, anche prendendo in considerazione possibili scenari alternativi per la votazione. In ogni caso, l’eventuale approvazione commissariale deve essere vista come un’alternativa che, quanto meno, permetterà di dare uno strumento urbanistico aggiornato alla nostra città. In questa eventualità, auspico che il nominando commissario possa valutare, con attenzione, le proposte di emendamenti, provviste del relativo parere favorevole dell’ufficio Urbanistica – conclude -, ai fini dell’inserimento nella proposta di Piano, procedendo anche ad una gestione aperta ed oculata delle osservazioni che potrebbero arrivare dai privati cittadini a seguito dell’adozione”.






















