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Anas e Comune di Alcamo insieme per sanzionare chi abbandona rifiuti su strade e autostrade: “Multe fino a 18 mila euro e segnalazione alla Procura”

– Giovedì 18 SETTEMBRE 2025 – Anche Anas non rimane inerte, di fronte a chi sporca le strade del territorio. In applicazione dell’ulteriore inasprimento delle sanzioni, previste dal quadro normativo divenuto sempre più incisivo nei confronti di chi si rende responsabile di reati ambientali, si rafforza anzi la sinergia tra Anas e Comune di Alcamo per prevenire che tratti di strade e autostradali continuino ad essere trasformati in discariche abusive di rifiuti. Scenari che rappresentano fragorosi schiaffi alla promozione turistica del territorio, oltre che chiaramente gravi fattori di inquinamento ambientale.

Numerose, nel corso degli anni e anche in questi mesi, sono state le segnalazioni giunte ad AlcaMondoBlog, oltre che agli enti pubblici, per evidenziare e contrastare il grave fenomeno dell’abbandono di rifiuti lungo le strade statali e autostrade che attraversano il territorio alcamese.

La piazzola al margine della bretella di collegamento con lo svincolo Alcamo Est dell’autostrada A29 (immagine di repertorio)

Più volte, utenti hanno sollecitano l’Anas al riguardo, affinché si trovasse una concreta soluzione. E, questa mattina, a Palermo si è tenuta una riunione tra i vertici regionali di Anas, gli ingegneri Nicola Montesano, Nicola Russo e Antonio Lippolis, e l’assessore all’ambiente del Comune di Alcamo, Valeria Pipitone, sul tema dell’abbandono illecito dei rifiuti sulle suddette sedi stradali e autostradali, comprese le piazzole di sosta dove, sistematicamente, si continua ad assistere a tale degrado (nelle immagini, due momenti dell’incontro)

“Anas, nel corso degli anni – si legge nella nota della società stessa, che riassume l’esito dell’odierno incontro -, si è già spesa con buoni esiti anche nel Trapanese per contrastare questo fenomeno di malcostume che mina il decoro urbano e mette a repentaglio anche l’incolumità dei viaggiatori. Di fatto, tali rifiuti vengono abbandonati ai margini delle strade dove l’accumulo di spazzatura di ogni genere e di oggetti ingombranti genera condizioni di degrado urbano a scapito del decoro del paesaggio, della tutela dell’ambiente e della salute pubblica”.

Viene sottolineato, al riguardo, da parte di Anas, che “negli anni passati, lungo la strada statale 113, ad Alcamo, sono stati rimossi numerosi rifiuti abbandonati nelle aree tra le gallerie Fico e Case Rosse” e, in particolare, che “tutte le azioni sono state intraprese in piena sinergia istituzionale fra Anas ed il Comune di Alcamo”.

Ed è già ampiamente noto, soprattutto mediante una campagna informativa attuata dall’amministrazione comunale stessa, che in questi anni sono stati intensificati i controlli ambientali mediante l’utilizzo di telecamere in dotazione del Nucleo di Polizia ambientale del Comune.

“Nell’ultimo periodo, proprio nelle arterie che attraversano la città di Alcamo, grazie ad alcune fototrappole nascoste – conferma Anas -, sono già stati immortalati alcuni trasgressori ai quali verranno notificate le opportune sanzioni. Al riguardo si evidenzia che, a seguito della legge 127/2023, con l’entrata in vigore del decreto-legge 116 dell’8 agosto 2025 – evidenzia -, il sistema sanzionatorio per abbandono illecito di rifiuti è stato sensibilmente inasprito: per il lancio di una lattina, di una bottiglia di vetro o di un sacchetto, è prevista una sanzione da 1.500 a 18.000 euro oltre alla segnalazione alla Procura della Repubblica. Inoltre, l’entrata in vigore del decreto-legge 116/2025 consente alle Forze dell’ordine di poter contestare l’abbandono di rifiuti da un veicolo anche solo attraverso l’acquisizione di un fotogramma nitido della targa, rilevato da telecamere comunali, autostradali o private”.

Da parte di Anas, tra l’altro, si tiene a chiarire un concetto, alla luce delle numerose accuse che spesso vengono rivolte anche agli enti preposti ad effettuare i successivi interventi di rimozione dei rifiuti e, quindi, di bonifica delle aree interessate. Si è, infatti, di fronte ad “un comportamento illecito di cui Anas è prima vittima – tiene a chiarire la società che gestisce la rete di strade e autostrade italiane -, trovandosi costretta a rimuovere diverse tipologie e quantità di rifiuti, un lavoro che non rientra nelle proprie competenze e richiede anche lo spostamento momentaneo di risorse umane dalla consueta e quotidiana attività di gestione della rete stradale. Per tale ragione – si conclude dunque la nota -, Anas impiega quote sempre maggiori del budget che viene messo a disposizione alla Struttura territoriale Sicilia, sottraendo così fondi destinati alla manutenzione del patrimonio stradale in gestione diretta, ben 3.892 km fra autostrade e strade statali nell’intera regione”.

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