Da Alcamo (Sicilia) immagini, informazione, approfondimento

Alcamo Marina, quegli strani liquami del Canalotto fotografati dall’alto. Poi arrivano “santo Scirocco” e “san Libeccio” a ripulire, in attesa che anche Castellammare abbia il depuratore

– ALCAMO MARINA, venerdì 29 AGOSTO 2025 – La vicenda, torbida e maleodorante, è tutt’altro che nuova. Non è un mistero, intanto, che nei pressi della foce del torrente Canalotto viga il divieto di balneazione, sancito annualmente con apposita ordinanza comunale valevole anche per la zona in prossimità dello sbocco del fiume San Bartolomeo, dal 1° maggio al 31 ottobre. Eppure, ogni volta che il torrente Canalotto porta in mare qualcosa di “stranamente colorato” e dal cattivo odore, apriti cielo. Come si è registrato nei giorni scorsi, quando un utente di Facebook ha pubblicato una serie di immagini: video e foto realizzati mediante un drone e che qui potete osservare, essendo resi pubblici dallo scorso 25 agosto. E in effetti, si tratta di immagini tutt’altro che belle da vedere e non proprio rassicuranti, soprattutto se si considera che la calda stagione balneare è tuttora in corso.

S’impone un’ulteriore considerazione. Mentre si sta per passare dalla stagione estiva a quella autunnale, dunque un periodo particolarmente critico per il pericolo di piogge violente, si segnala, tra l’altro, che l’alveo del torrente stesso, in particolare nel suo tratto terminale e maggiormente a rischio di esondazioni in caso di nubifragi, è pericolosamente invaso da detriti e da folta vegetazione spontanea. Nel mese di maggio scorso, il Comune di Alcamo ha ottenuto un complessivo finanziamento pari a 2 milioni 600 mila euro, per il primo stralcio del piano degli interventi di mitigazione del rischio idraulico degli ambiti fluviali dei corsi d’acqua Canalotto e Placati, in territorio di Alcamo Marina. L’intervento oggetto di finanziamento riguarda, in particolare, proprio l’area di foce del torrente Canalotto e fa riferimento ai danni provocati dai vari eventi alluvionali del 2021.

Ma per analizzare in modo più esaustivo lo scenario relativo alla specifica segnalazione di cui si tratta principalmente in quest’articolo, occorre fare, per un attimo, un ulteriore passo indietro. Le condizioni delle acque che scorrono nel torrente Canalotto e che sfociano ad Alcamo Marina, quindi nel Golfo di Castellammare, sono oggetto di denunce e di dibattiti ormai da tanti anni. Nel torrente Canalotto, tramite il rio Nuccio, fluiscono le acque provenienti dal depuratore comunale situato in contrada Valle Nuccio. In questi giorni, si accredita sempre di più la tesi secondo cui il depuratore, in questa recente situazione, c’entri poco o per nulla. Già peraltro al centro di un’inchiesta giudiziaria, essendone stati ravvisati malfunzionamenti, nel settembre dello scorso anno, il depuratore era stato messo fuori uso, per alcune settimane, dal furto di cavi in rame che ne compongono l’impianto elettrico. Dopo esserne stata ripristinata la funzionalità, a dicembre le indagini per individuare le responsabilità dell’accaduto avevano portato alla denuncia di un pregiudicato.

L’attuale problematica, segnalata con le immagini che qui vediamo, merita un approfondimento mediante accurati controlli ambientali. E in tal senso si sono già mossi gli autori della segnalazione fotografica stessa, rivolgendosi alla Capitaneria di porto di Trapani che, come fanno sapere, ha raccolto la denuncia e ha pertanto effettuato un campionamento delle acque nella zona. Che, come si presume, sarebbero state inquinate da illeciti sversamenti. Ma questo dovrà essere verificato dagli organi competenti in materia, per poi comunicare i risultati dei controlli effettuati e, in caso di reato ambientale, accertare le relative responsabilità.

Che Alcamo Marina non sia dotata di fognature è risaputo. E si fa sempre più avanti il sospetto che qualcuno non trovi di meglio da fare, se non smaltire le acque nere o altri liquami spargendoli nei corsi d’acqua naturali o in altri luoghi dove non è consentito.
Nel frattempo, è già ampiamente noto che anche in Sicilia, durante quest’estate, la balneabilità in alcuni litorali sia stata condizionata dall’alga tossica Ostreopsis ovata. Il mese di luglio ad Alcamo Marina non era cominciato con i migliori auspici, in quanto il mare, seppur non si fosse trattato ufficialmente di alga tossica né di acclarato inquinamento tale da far estendere il divieto di balneazione, si era presentato continuamente torbido per diversi giorni. Si era parlato anche di ipotetici sversamenti illeciti nel fiume San Bartolomeo. Poi le condizioni erano relativamente migliorate, sicché tra la seconda metà di luglio e questo mese di agosto i frequentatori della lunga spiaggia di Alcamo Marina, complessivamente, non hanno avanzato particolari lamentele. Anzi. I servizi video pubblicati qui su AlcaMondoBlog nel periodo più affollato, cioè durante la settimana che ha preceduto il Ferragosto, hanno dimostrato, in linea generale, la tendenza di molta gente a trascorrere volentieri il tempo immersi in queste acque.

A rendere, almeno in apparenza, più pulite le acque del mare antistante all’arenile alcamese, in questi ultimi due giorni hanno provveduto le raffiche di vento, in parte di scirocco e in parte di libeccio. Quasi come santi, implorati dai bagnanti desiderosi ancora di refrigerio durante queste ore caratterizzate da temperature atmosferiche attorno ai 35°C, affinché facessero il “miracolo” di incoraggiare una moltitudine di persone a non lasciarsi sfuggire l’occasione, in quest’ultimo fine settimana di agosto, di tuffarsi nel mare di Alcamo Marina.

Infine, non meno importante, rimane apertissima la questione legata alla cronica assenza del depuratore comunale di Castellammare del Golfo. Un fattore di una certa gravità, nel complessivo quadro tematico inerente la salubrità e la salvaguardia di questa così importante area turistica. Ma pare che l’iter per la realizzazione del tanto annunciato progetto, al riguardo, sia a buon punto.

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