– ALCAMO, venerdì 29 AGOSTO 2025 – Sta per entrare in fase operativa, l’annunciata convenzione tra l’Ipab “Opere Pie Pastore e San Pietro” e l’Accademia di Belle Arti di Palermo, per avviare l’attività di restauro dei dipinti vandalizzati da ignoti nei mesi scorsi all’interno della meravigliosa cappella dell’ottocentesca Pia Opera Pastore (nell’immagine qui in alto, la facciata principale dello storico edificio). Dove, infatti, giovedì 4 settembre alle ore 18, come fanno sapere il presidente dell’Accademia, Leonardo Di Franco, e il commissario straordinario dell’Ipab, Vito Giuliana, saranno presentati i lavori previsti in base alla convenzione.
La Pia Opera Pastore, come già ampiamente pubblicato, tra l’autunno, l’inverno e la primavera scorsi è stata oggetto di una serie di violente incursioni con gravissimi danneggiamenti i cui autori, ancora, non sono stati individuati. Le indagini avviate dalle Forze dell’ordine non sembrano approdare, ancora, a significativi risultati al riguardo, non essendo disponibile, tra l’altro, un sistema di videosorveglianza che, mediante immagini registrate, potesse supportare il lavoro investigativo in tal senso.
Rimane, al momento, soltanto la constatazione di un diffuso ma – probabilmente perché sempre più scoraggiato, se non ormai anestetizzato, di fronte a questi fenomeni di inciviltà – flebile sentimento di condanna da parte dell’opinione pubblica, verso tali gesti sacrileghi di cui i balordi si sono resi responsabili. Avendo tagliato, gettato a terra e imbrattato, infatti, due tele risalenti al 1890 e dipinte dal palermitano Giuseppe Di Giovanni, una raffigurante San Francesco di Sales e l’altra San Vincenzo de’ Paoli, a destra e a sinistra della cappella. Oltre che aver danneggiato con vernice la grande tela del 1866 di Natale Carta da Messina, situata sull’altare centrale, e che raffigura l’Immacolata.
Tra gli effetti del più recente raid vandalico, registrati nell’aprile scorso e documentati qui su AlcaMondoBlog, si contano anche i vistosi danni ad altri elementi all’interno del locale sacro, tutti messi a soqquadro: i banchi utilizzati per la seduta dei fedeli, armadi e cassetti aperti in sagrestia, paramenti sacerdotali gettati per terra e distrutti. Spezzate alcune stazioni in marmo della Via Crucis e scaraventati per terra altri quadri. Un piccolo crocifisso è stato staccato e posto su un tavolino all’ingresso della cappella. Già nei mesi precedenti, gli ignoti teppisti avevano devastato anche i corridoi e le stanze al primo piano della Pia Opera e, persino, sfondato una parete al pian terreno.






















